Category Archives: NERDINESS

Friday’s links


The word of the day is Underpantones

South African creative agency Mark did a couple of packaging prototypes and what can I say… if they sold these I would already be sporting a Pantone 186C.


Post-Punk And New Wave Rock Stars Reimagined As Superheroes

Butcher Billy caught my eye some time ago with his brilliant Sid & Nancy revamped as Mario & Peach. His Behance gallery is filled with pop culture mashups that are just begging to be hanged somewhere, but this project in particular caught my eye. Siouxie as Wonder Woman and Billy Idol as Aquaman, what’s not to love.


Typefight

Two designers each week create a single letter illustration, then the results are pinned against eachother. Admittedly, it’s like mixing a wrestling match with watching grass grow as far as entertainment goes, but the letters are lovely.


Evolution of Type

Speaking of type, Andreas Scheiger and his projects, combining typography with antique methods of scientific illustrations and presentation, are making me want to rob a bank in order to buy a whole alphabet.


TV’s best fake sites

Eerily creepy compilation of all the fake websites that keep on popping up on tv series and movies… it’s strange how you can spot those that were created by an intern that was told “we need a new refill of coffee and a website mockup in five minutes, go!”

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The hated font – Comic Sans girl

Sometime during the past Christmas holidays I decided that I wanted to try my hand in a continuative, multishoot project: while I stil had free time and was in a somewhat relaxed atmosphere, I brainstormed for ideas and decided that I wanted to bring together my love for typography with my style of portraiture.
As we already (more or less consciously) associate distinct personalities to the more commonly used fonts, I thought that bringing these characters to life would be an interesting project and something that could be worked on and off through the year without having to discard working on other shoots.
Little did I know that I was getting myself into something of insane proportions: first my idea of including a brief history that could help flesh out the character of the font to non-obsessed fontaholics got me researching high and low for material, then my desire to include as many easter eggs about the history of the fonts into each portrait had me switch from one single shot to three, tied together in an editorial setting. Fast forward three months and after a ton of emails, preparations, countless hours of shooting, retouching, trial and error (and of course cursing!) the machine got finally rolling. This is the first of what I hope will be several chapters, enjoy!

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I realise that the text is impossible to read like this, so click on the photos for a larger version! ^_^
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Credits
model:Cleo Viper
make up:Claudia Malavasi
all the rest (type, copy, photos ecc) is from yours truly ^_^

BONUS: here’s a little backstage of the make up process. This was definitely the longest make up job I ever witnessed, lasting more than 10 hours! So kudos to lovely Claudia for the work and to Cleo for being a real trooper trough all of it!

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Links of the week – video edition

I’m not spoiling anything, but shit gets serious around the 30″ mark.

I never grow old of hearing people poking fun at Comic Sans. It’s like a hobby that spans the whole world, uniting people through hatred of that squiggly, overused worm of a font.

Epic prop video… I’d love to own half of these babies, despite the fact that their only use might be paperweights or doorstoppers.

Piracy might have played a significant role in establishing a strong fanbase for several big-time series (such as Game of Thrones, which is the one this video deals with). More than that, some argue that the hard-core downloaders are also movie and tv series buffs that might be viewing the content through improper channels, but more than make it up by buying the dvds and merchandise (where a lot of the money is to be found)… I can only vouch for myself, but that sounds exactly like the modus operandi of most people I know. ;-)

One of the newish tracks from Swede Mason, aptly named “The human condition” and made by splicing up legal notices from pharmaceutical advertising. It doesn’t have the ring of some of his past stuff (I still catch myself humming Jeremy Clarkson’s beatbox from time to time) but it wins at making you realise how hideously stereotipated most of the commercials in the field are.

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Necronomicon nails

Secondo capitolo delle mie manicure libresche. Stavolta è un classico: Necronomicon – The best tales of H.P. Lovecraft
Io adoro Lovecraft… la mia tendenza alla logorrea si trova perfettamente nel suo stile che per molti invece è troppo ampolloso; la cosmogonia che ha creato è stata fondamentale per parecchi autori considerati al giorno d’oggi come i massimi esponenti di horror, fantascienza e fantasy…. ed era un amante dei gatti per cui di default vince tutto.

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Ho svariate raccolte e saggi di mr L. ma questa versione omnibus recuperata in un bookshop londinese e imbarcata a mano al ritorno perchè non stava in valigia è perfetta per farsi una maratona di disgrazie cosmiche (altrui), tentacoli e orrori inenarrabili… certo, bisogna chiudere un occhio sul lettering atroce del titolo, un Papyrus deformato a causa della lunghezza del nome, ma considerando che il Necronomicon è un libro fittizio scritto da un pazzo yemenita, il Papyrus è ancora una scelta ammissibile. ;-)

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Se si parla di Lovecraft si parla di Chtulhu. E se si parla di Chtulhu si parla di tentacoli. Ho ripassato lo smalto nero di base con pennellate di nero glitterato argento per dar più materia al disegno.

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Orrida qualità fotografica, purtroppo, dato che ho usato a)una digicam compatta del secolo scorso e b)ho scattato mentre facevo colazione, ergo in modalità provvisoria.

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The incredible (and drinkable) Hulk

Fa un caldo boia, il computer non è minimamente d’aiuto nel refrigerare l’ambiente e neanche sparare il ventilatore al massimo cambia granchè. Risultato? Sto consumando litri di liquidi e dato che non posso farmi fuori casse di Coca Cola, entra in campo la menta a salvarmi dall’overdose di caffeina. Ovvio che, dopo un paio di settimane, dovevo sperimentare un po’! Partendo dal presupposto che il verde mi ricordava i raggi gamma, volevo qualcosa che ricordasse il colour scheme (viola + verde) di Hulk: inizialmente avevo pensato a qualche grenadine o sciroppo, ma i frutti di bosco interi si possono mangiare alternandoli ai sorsi per cui c’è varietà di gusto. E dato che sono costantemente in saldo, è diventato il mio drink preferito per le serate davanti al Mac, per cui già che dovevo testare un soft box ho immortalato il risultato. :-)

Ovviamente questa è la versione virgin: un Bruce Banner, hahaha! Per arrivare a Hulk è bastato aggiungere un bel po’ di vodka -perchè qualsiasi cosa sta bene con la vodka.

Il bicchiere è uno dei Toxic waste glasses che che mi sono arrivati in regalo secoli fa e che mi sono tenuta stretta fino al momento giusto.

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Reanimator revised

Qualche tempo fa ho avuto l’orrida notizia che la moda del teen-remake è arrivata a toccare anche quel piccolo classico del gore che è Reanimator, con prevedibili risultati di epic failure: le foto di preview farebbero incazzare chiunque da quanto sono malfatte e ovviamente sono riuscite a strappare l’ennesimo “ma stiamo scherzando?!” di incredulità alla sottoscritta.
Personalmente, non sono contraria al remake, se è fatto da gente con un minimo di cognizione di causa: si diceva che Brian Yuzna aveva intenzione di fare qualcosa del genere in futuro e al di là della sua abilità personale, avere il team originale sicuramente avrebbe dato risultati migliori dell’aborto linkato sopra. Inizialmente mi ero chiesta: quanta audience può sperare di avere una serie televisiva *per teenager* dedicata a un rianimatore di cadaveri con un’etica discutibile e più omicidi alle spalle di John Wayne Gacy? A quanto pare, basta prendere un po’ di ventenni bellocci e dallo zigomo affilato, magari mettere qualche stellina glitter sul Necronomicon per coprire le parti peggiori e voilà, il prodotto finale è pronto per il nutrito pubblico di (non esattamente) teenager che si sciroppa da qualche anno qualsiasi stronzata soprannaturale.

Cliccate sulla foto per apprezzare al meglio il new look del povero Herbert West, se riuscite a sopravvivere ai lens flare. Da notare il reagente che per qualche motivo da verde è diventato viola, forse perchè fa più gggotico.

Il perchè di tutto questo rant? Ma per introdurre la mia personale versione del personaggio, ovviamente!

Ho passato gran parte del ponte a casa dei miei e già da un po’ volevo usare la loro orrida soffitta prima che i muratori buttino giù tutto e bonifichino l’area liberando i miei gatti da incubi di piccioni mutanti assassini e me di una location per scatti horror… non avendoci messo piede da mesi, mi ero mentalmente preparata set diversi (una ghost story vittoriana? Un esorcismo vecchio stile?) ma dopo un sopralluogo e una sessione di brainstorming su quanto il martire modello era disposto a subire (c’è un limite anche per il fratello più paziente!), ho deciso di metter mano nuovamente alla collezione di cianfrusaglie di famiglia, questa volta a tema medico, e realizzare un piccolo tributo a Reanimator. Un processo laborioso, dato che ci sono volute circa tre ore di lavoro per creare il set, quattro per gli scatti veri e propri, un’altra oretta per sbaraccare di nuovo tutto e il resto della serata per decontaminarmi dai chili di polvere tossica accumulati nel processo. Di contro, la post è stata molto più veloce del solito, dato che volevo avere scatti volutamente grezzi, con colori neon e sgranature da filmaccio anni ottanta (il primo Reanimator è dell’85).

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Pre-Avengers fun

Mancano un paio di giorni all’uscita di Avengers, per cui ne approfitto per postare qualche scatto vagamente a tema che finalmente ho avuto il tempo di editare: la citazione di Black Widow non era minimamente voluta al momento degli scatti (si trattava di un sopralluogo/esplorazione/gita in posti insalubri effettuato qualche settimana fa e purtroppo rimasto bloccato nel limbo del mio mac rotto) ma al momento c’è una rossa in tenuta militare che campeggia su qualsiasi media, quindi volente o nolente Isabella mi ha ricordato l’agente Shield. ;-)

In questo periodo, vuoi per il fatto che i miei trigger sono tutti un po’ malmessi e ogni volta sono bestemmie per farli funzionare, vuoi perchè continuo ad avere fortuna con il tempo, sto scattando moltissimo in luce naturale e anche queste rientrano nel numero… anche se prevedo un ritorno di fiamma dei flash, dato che il mio prossimo progetto è scattare nella soffitta di casa mia prima che venga demolita!



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Game of drinks

Domenica sera, e mentre sto scrivendo questo post attaccata di straforo alla connessione dell’ignaro vicino, chissà quante migliaia di persone stanno godendosi la premiere di Game of Thrones. Internet a parte, personalmente una puntata non mi basta per cui cercherò disperatamente di non avere spoilers e aspetterò che ce ne siano almeno un paio a disposizione prima di inaugurarla. Meanwhile…. durante le ricerche per gli scatti di Arya Stark, mi ero accorta che non solo c’erano pochi cosplay o scatti dedicati ai personaggi, ma mancava qualcosa di ancora più essenziale per festeggiare la seconda serie: un drinking game come si deve! Oh, c’è un post su Reddit che ne offre uno (c’è tutto su Reddit) ma è in stato embrionale e soprattutto, non è specifico per la seconda stagione, per cui ho pensato di mettermici io e crearne uno apposta.

Non sono quello che si definisce una spettatrice silenziosa -commentare qualsiasi cosa accade sullo schermo con buona pace di chi mi sta a fianco è più forte di me- per cui i drinking games sono la soluzione migliore per evitare di venire lanciata fuori dalla finestra: giocando è impossibile mantenere il silenzio.
E soprattutto, a differenza dei vari beer pong di provenienza americana (che solitamente richiedono un minimo di abilità motoria) o dei giochi a filastrocche che andavano per la maggiore a Bergamo (non capisco come mai dato che richiedono un livello di presenza mentale superiore a chi di solito ci giocava!) i drinking games da nerd si giocano comodamente spaparanzati sul divano con una stampata delle istruzioni.

Ovvio che, una volta iniziato, dovevo fare le cose in grande: gli scatti sono stati fatti a Bergamo sfruttando la collezione di libri antichi (e di carrabattole) di mio padre mentre la copertina e l’interno sono frutto di un paio di settimane di lavoro nei ritagli di tempo. Dato che è un gioco con due drinks (superalcolico per gli shots + alcolico normale per i sorsi) ho incluso tre modi diversi di gioco a seconda delle casate, ma non avendole coperte tutte, se qualcuno ha suggerimenti su come giocare (ad esempio rum + qualcosaltro per i GreyJoy) cercherò di includerle nella versione finale, a serie finita. In the mean time, enojy!

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SPOILER WARNING: ho cercato di mantenere le istruzioni del drinking game il più possibile vaghe, ma la copertina ingrandita è pericolosa per chi non ha letto i libri perchè contiene spoiler su come finiscono alcuni personaggi, per cui ingrandite a vostro rischio!

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E, ovviamente, Game of Thrones non è mia proprietà intellettuale ed è copyright di HBO… questo non è il drinking game ufficiale ma un fan made tribute :-)

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Friday Links

Everything is a remix

L’ultima parte del documentario di Kirby Ferguson sulla circolarità delle idee nella società: spaziando dalla musica ai film ai vari rami della pop culture odierna.

The Book cover archive

Un must per chiunque voglia vedere delle copertine fatte bene in modo veloce e in quantità considerevole, ci ho perso ore e continuo a darci sbirciatine ogni tanto.

Still Alive

Still Alive was firstly conceived as explanation of what abandoned factories make me feel when being inside: not dead places as the common sense wants to suggest, but silent witnesses just asking to be listened Archivio fotografico di Marcello Modica, con molti spunti interessanti per gli appassionati di archeologia industriale.

Manly men doing manly things

La mia webcomic preferita del momento: reinserirsi nel mondo del lavoro è dura per chi ha passato tutta la vita a prendere a craniate alieni, per fortuna c’è un’agenzia apposta.

Alien brain hemorrhage

Non ho la minima idea del sapore di un cocktail del genere: considerando gli ingredienti assolutamente sconclusionati che richiede deve fare veramente schifo, ma il nome è perfetto.

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Winterfell

 

Chiunque abbia avuto modo di sopportare i miei rant logorroici a riguardo, sa che sono una fan di Game of Thrones. Ho una passione sconfinata per le saghe senza fine e con trame macchiavelliche, ma ho sempre ignorato la sopracitata per un motivo veramente stupido: le copertine dei libri, in tutte le edizioni, sono orrende… non sono a livello di “usiamo il Morpheus come font di default e un drago in 3d come copertina” ma sono a dir poco dozzinali. Così, ogni volta che mi veniva consigliato, sbuffavo un commento su quanto mi annoiasse il fantasy e tiravo avanti. Questo, fino a quando non ci si è messa HBO con la sua splendida serie e soprattutto, l’opportunità di bypassare la sindrome da libro brutto leggendo la sobrissima edizione Kindle. Dopo aver passato le vacanze di natale dormendo 3 ore al giorno per divorare l’opera completa di George R.R. Martin prima che scoccasse l’ora di tornare a lavoro, mi ero ripromessa di coinvolgere altre persone appassionate in qualcosa che non fosse un semplice cosplay della serie HBO (che peraltro ha uno styling ottimo) e che avesse un minimo di studio del personaggio… in questi casi, trovo molto più soddisfacente a livello personale lavorare con gente che “vive” il soggetto da fan, non solo perchè i risultati sono sempre migliori ma perchè il grado di coinvolgimento è nettamente più alto. Ah e si hanno conversazioni mooolto più divertenti. ;-)
Quello che è uscito dal calderone è un’Arya Stark con qualche anno e tatuaggio di più ma secondo me ancora estremamente fedele al personaggio di Martin come fisionomia e attitudine.

Model: Gogo Blackwater
Styling & outfit: Alige Corsetry
Assistants: Francesco Tosi e Ashley Riot

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