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Necronomicon nails

Secondo capitolo delle mie manicure libresche. Stavolta è un classico: Necronomicon – The best tales of H.P. Lovecraft
Io adoro Lovecraft… la mia tendenza alla logorrea si trova perfettamente nel suo stile che per molti invece è troppo ampolloso; la cosmogonia che ha creato è stata fondamentale per parecchi autori considerati al giorno d’oggi come i massimi esponenti di horror, fantascienza e fantasy…. ed era un amante dei gatti per cui di default vince tutto.

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Ho svariate raccolte e saggi di mr L. ma questa versione omnibus recuperata in un bookshop londinese e imbarcata a mano al ritorno perchè non stava in valigia è perfetta per farsi una maratona di disgrazie cosmiche (altrui), tentacoli e orrori inenarrabili… certo, bisogna chiudere un occhio sul lettering atroce del titolo, un Papyrus deformato a causa della lunghezza del nome, ma considerando che il Necronomicon è un libro fittizio scritto da un pazzo yemenita, il Papyrus è ancora una scelta ammissibile. ;-)

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Se si parla di Lovecraft si parla di Chtulhu. E se si parla di Chtulhu si parla di tentacoli. Ho ripassato lo smalto nero di base con pennellate di nero glitterato argento per dar più materia al disegno.

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Orrida qualità fotografica, purtroppo, dato che ho usato a)una digicam compatta del secolo scorso e b)ho scattato mentre facevo colazione, ergo in modalità provvisoria.

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Golden butterfly

Per fortuna che all’estero il nostro paese è conosciuto come “sunny Italy”, perchè sembra di stare a Seattle: tutti i fine settimana, da un mese a questa parte, sono stati incredibilmente piovosi…. quasi ovvio, dato che avevo in programma solo scatti all’aperto! Tuttavia, per ogni legge di Murphy c’è sempre una scappatoia… la soluzione stavolta è stata scattare nel bel mezzo di settimana scorsa (quando il meteo era ottimale) anche se ha significato delle corse non indifferenti per riuscire ad uscire a un orario decente e soprattutto sopravvivere al traffico da ora di punta milanese. ;-)

In un mondo perfetto, saremmo andati a scattare in un campo fiorito… peccato che oltre a rendere impossibile stare all’aperto per tutti gli esseri sprovvisti di branchie, le trolling rains hanno provveduto a cancellare dalla faccia della Terra buona parte dei fiori per cui la scelta è ricaduta su un bosco artificiale che, come abbiamo presto scoperto a nostre spese, era soprattutto un enorme allevamento di insetti photobomber e ragni assatanati.

Scleri metereologici e insettofobi a parte, stavolta ho approfittato del lusso di avere ben due assistenti e ho trovato il tempo di sfruttare la Mark II anche per fare qualche video: da un po’ di tempo volevo mettere insieme una sorta di backstage/workflow e visto che il weekend scorso è stato nuovamente piovoso, il risultato è stato questo: una serata di scatti e circa 40 minuti di editing in meno di 3 minuti. Enjoy!

Per quanto riguarda le foto: due set al prezzo di uno… tramonto in mezzo ai campi scattato con flash e foresta (in mezzo agli insetti) con luce naturale. Ancora una volta, la modella è miss Cleo Viper, il trucco è merito di Claudia Malavasi, mentre hanno avuto una pazienza infinita a starci dietro ai nostri scleri Francesco e Andrea Tosi.



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Black Beauty

Sempre in ballo con gli esperimenti…  stavolta ho fatto un po’ di prove sull’illuminazione e l’editing della pelle di colore. Il genere di foto che prediligo porta sempre come condizione sine qua non una pelle alabastrina -quando non è direttamente truccata per apparire cadaverica. Complice anche la mia natura fotofobica e decisamente anti-sole, non ho spesso modo di fotografare gente che non sembri appena uscita dai tunnel dei Morlock. Per fortuna, una sera sul tardi ho attaccato bottone con la splendida Dineo (prova vivente che sulla linea 90-91 non girano solo ceffi orrendi) che gentilmente mi ha offerto un pomeriggio del suo tempo per sperimentare, insieme ad Archa che si è occupata del make up.

Lo schema di set up luci:

Ed ecco lo scatto:

Fotograficamente parlando, mi sono accorta che la pelle non caucasica si comporta diversamente per due motivi:

-I toni più scuri daranno luogo a ombre molto più pesanti… dove uno si aspetta sfumature, trova immediatamente il nero totale. A seconda dei casi, questo può giocare a favore (ad esempio per ritratti low key) ma per beauty luminosi dove le ombre servono al massimo a dare volume, devono essere alleviate almeno da un pannello… toglierle del tutto necessiterebbe di una seconda luce quasi alla stessa potenza della principale, molto di più di quanto necessario per una pelle chiara.

-Anche se la pelle che appare a occhio nudo perfettamente matte, quando viene colpita dalla luce è molto più riflettente per cui si creano aree di lucido (in questi scatti, le braccia ad esempio non sono truccate e presentano l’effetto naturale della pelle)… sono sinonimo con pelle sana/luminosa e spesso mi trovo ad aggiungerle in post su pelli più chiare che sono luminose in modo uniforme, per cui bonus da quel lato. L’altra faccia della medaglia è che il viso andrà corretto di conseguenza perchè altrimenti rischia di avere delle aree sovraesposte ed è molto più facile andare a bruciare, specie se si mettono luci radenti… anche in questo caso, è una cosa che potrebbe essere sfruttata: il 95% delle foto di rapper o atleti fanno uso di rim lights dato che facilmente comunicano potenza e coolness: esattamente il contrario di quello che volevo rendere con Dineo, infatti l’unica luce di rim è fatta dal pannello e serve a delineare la mascella in modo da staccarla meglio dal collo in ombra.

Per quanto riguarda l’editing, la pelle non caucasica ha una quantità di rosso più elevata, per cui si fa molto alla svelta a virare lontani dalle tinte cioccolato e a finire nel reparto ustionati. Una seconda difficoltà è appunto data dalla necessità di mascherare in modo realistico eventuali zone troppo luminose, complice anche la texture della pelle che ha pori più grandi e più definiti… questo significa che lisciarla troppo dà un effetto che è ancora più innaturale che su una pelle europea (che ha pori più sottili e ravvicinati).
Un’ultima cosa: negli occhi, l’iride è quasi completamente nera e si perde con la pupilla, il che significa che è molto facile avere un’effetto demoniaco/alieno se non si sta attenti. Avere catchlights bene in vista aiuta a mantenere una parvenza di umanità e aiuta a leggere l’espressione.

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