Black Beauty

Sempre in ballo con gli esperimenti…  stavolta ho fatto un po’ di prove sull’illuminazione e l’editing della pelle di colore. Il genere di foto che prediligo porta sempre come condizione sine qua non una pelle alabastrina -quando non è direttamente truccata per apparire cadaverica. Complice anche la mia natura fotofobica e decisamente anti-sole, non ho spesso modo di fotografare gente che non sembri appena uscita dai tunnel dei Morlock. Per fortuna, una sera sul tardi ho attaccato bottone con la splendida Dineo (prova vivente che sulla linea 90-91 non girano solo ceffi orrendi) che gentilmente mi ha offerto un pomeriggio del suo tempo per sperimentare, insieme ad Archa che si è occupata del make up.

Lo schema di set up luci:

Ed ecco lo scatto:

Fotograficamente parlando, mi sono accorta che la pelle non caucasica si comporta diversamente per due motivi:

-I toni più scuri daranno luogo a ombre molto più pesanti… dove uno si aspetta sfumature, trova immediatamente il nero totale. A seconda dei casi, questo può giocare a favore (ad esempio per ritratti low key) ma per beauty luminosi dove le ombre servono al massimo a dare volume, devono essere alleviate almeno da un pannello… toglierle del tutto necessiterebbe di una seconda luce quasi alla stessa potenza della principale, molto di più di quanto necessario per una pelle chiara.

-Anche se la pelle che appare a occhio nudo perfettamente matte, quando viene colpita dalla luce è molto più riflettente per cui si creano aree di lucido (in questi scatti, le braccia ad esempio non sono truccate e presentano l’effetto naturale della pelle)… sono sinonimo con pelle sana/luminosa e spesso mi trovo ad aggiungerle in post su pelli più chiare che sono luminose in modo uniforme, per cui bonus da quel lato. L’altra faccia della medaglia è che il viso andrà corretto di conseguenza perchè altrimenti rischia di avere delle aree sovraesposte ed è molto più facile andare a bruciare, specie se si mettono luci radenti… anche in questo caso, è una cosa che potrebbe essere sfruttata: il 95% delle foto di rapper o atleti fanno uso di rim lights dato che facilmente comunicano potenza e coolness: esattamente il contrario di quello che volevo rendere con Dineo, infatti l’unica luce di rim è fatta dal pannello e serve a delineare la mascella in modo da staccarla meglio dal collo in ombra.

Per quanto riguarda l’editing, la pelle non caucasica ha una quantità di rosso più elevata, per cui si fa molto alla svelta a virare lontani dalle tinte cioccolato e a finire nel reparto ustionati. Una seconda difficoltà è appunto data dalla necessità di mascherare in modo realistico eventuali zone troppo luminose, complice anche la texture della pelle che ha pori più grandi e più definiti… questo significa che lisciarla troppo dà un effetto che è ancora più innaturale che su una pelle europea (che ha pori più sottili e ravvicinati).
Un’ultima cosa: negli occhi, l’iride è quasi completamente nera e si perde con la pupilla, il che significa che è molto facile avere un’effetto demoniaco/alieno se non si sta attenti. Avere catchlights bene in vista aiuta a mantenere una parvenza di umanità e aiuta a leggere l’espressione.

7 Comments

Filed under PHOTOGRAPHY, TUTORIALS

7 responses to “Black Beauty

  1. Veramente interessante!
    Preziose perle di esperienza!
    Francesco

  2. bel post!!
    Ricordo che un amico fotografo mi diceva che con la pelle chiara devi controllare le ombre, con quella scura le luci.
    Lei e’ davvero bella, BTW.

  3. Si si, lei è stata un ottimo incontro… ho passato tutto il tragitto a fissarla, poi ho vergognosamente attaccato pezza per chiederle di posare, essendo donna suona meno creepy ma rimane super imbarazzante in ogni caso! ^_^

  4. prosciuttella

    ti sarai sentita un po’ maniaca ad abbordarla sul tram? ahah

  5. Hahaha, un po’ in effetti si.😀

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