What is worth celebrating?

E così, l’Italia non ha vinto: nel silenzio di questa domenica sera, le uniche cose che mi tengono sveglia sono il caldo e qualche sporadica zanzara suicida. Peccato perchè dopo un viaggio Bergamo/Milano in compagnia forzata di un gruppo di donnette isteriche che hanno passato tutto il tempo a spalmarsi vicendevolmente badilate di cerone tricolore ragliando su quanto avrebbero festeggiato in Duomo e un quaranta minuti buoni bloccata sulla M1 circondata da tifosi disperati (e senza aria condizionata) a causa di un calo di tensione, l’idea che ora stiano tutti tornando a casa con le pive nel sacco trascinando la bandiera per terra mi fa piangere proprio il cuore, eh si. Senza contare che evitare una nottata all’insegna di urla sguaiate e clacson a ripetizione significa che inizierò la settimana decisamente più rilassata.

Non nutro particolare rancore a chi è appassionato di calcio al punto di voler passare tutta la notte a festeggiare in caso di vittoria… mi dà però tremendamente fastidio il modo in cui i festeggiamenti in questi ultimi anni hanno preso una piega distruttiva, quasi isterica: sarò una ingenua, ma non si dovrebbe sfasciare tutto quando si perde una partita, non quando la si vince? Soprattutto, mi dà fastidio come viene chiuso bonariamente un occhio perchè tutto questo viene visto come “patriottismo” -vale a dire che se si compissero gli stessi identici atti per qualsiasi altro motivo, sarebbero immediatamente stigmatizzati come comportamenti vandalici e prontamente soppressi.

Un paio di giorni fa qualcuno mi aveva lanciato una battuta che, malgrado fosse intesa alla “Modest Proposal” di Swift, onestamente ho trovato molto più logica di quanto invece succede attualmente: invece che sentirsi vicariamente dei vincenti per una pallonata in rete data da uno sconosciuto (sentirsi dire “abbiamo vinto” per settimane da gente che non riesce a fare 2 piani di scale senza collassare è veramente frustrante), bisognerebbe scendere in massa e festeggiare avvenimenti più vicini alla propria realtà. Il concerto del proprio gruppo preferito ha spaccato di brutto? Perchè non esternare la propria soddisfazione sradicando tutte le fioriere (come è successo a Varese per la partita con la Germania)… prendere a calci tutti gli specchietti retrovisori della via mi pare il minimo, dopo aver visto un film spettacolare oltre a ogni aspettativa… e sicuramente troverei meno riprovevole scoprire che i pazzi che saltavano sui tetti delle macchine incolonnate non erano esaltati per essere passati in finale, stavano semplicemente festeggiando il fatto di aver finalmente completato Diablo 3 in modalità inferno.

Se invece vogliamo continuare a festeggiare azioni di persone di cui conosciamo giusto il nome, che non ci toccano in maniera tangibile e non cambieranno minimamente la nostra vita -se non al massimo qualche conversazione al bar- che ne dite di scendere in piazza per:

La caduta di un Impero dittatoriale per mano di un manipolo di ribelli (più i loro amici orsacchiotti)

Un dolcetto gigantesco posseduto da un’entità sumera, sventato da tre scienziati screditati e un token black guy

Una guerra centenaria conclusa grazie al sacrificio di due poveri bifolchi di campagna

Divinità norrene (e supersoldati scongelati) che effettivamente sfasciano macchine, ma solo per difendere newyorkesi dagli alieni

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